Sulle locandine pubblicitarie di Windows Vista

La longevita’ commerciale di Windows XP dimostra che, a dispetto di ogni imperfezione, esso e’ stato ed e’ tuttora un sistema operativo che fornisce all’utente ciò che questi richiede: una piattaforma semplice ed adeguatamente funzionale. A che pro, dunque, cambiare? E’ un interrogativo a cui, ad esser sincero, non ho trovato risposta. Sono certo che la Microsoft sia pienamente consapevole che, dinanzi a taluni tipi di novità, si reagisce di frequente opponendo comprensibili perplessita’ e cio’ fa consequenzialmente scaturire la problematica, non di secondaria importanza, di convincere oltre ogni ragionevole dubbio che il cambiamento che si ha intenzione di apportare sia necessario. Per persuadere gli altri bisogna innanzitutto nutrire una profonda fiducia nei confronti del progetto che si sta portando avanti. Quando non lo si e’, com’e’ intuitivamente il caso di una multinazionale che deve lanciare un nuovo prodotto e che non sa ancora che tipo d’impatto avra’ sul pubblico, e’ necessario perlomeno apparire rassicuranti.

Le locandine pubblicitarie introduttive di Windows Vista si rinnovano periodicamente e rappresentano sempre quale denominatore comune individui, rigorosamente di spalle, intenti nell’osservare (richiamo diretto alla pseudonimo Vista) l’orizzonte, infinita linea di demarcazione tra una terra dall’aspetto innocuo e primigenio ed un cielo quasi sempre terso. Spiccano suggestive, rilassanti; icone dall’effetto rassicurante di cui l’occhio difficilmente possa stancarsi. L’azzurro e’ il colore preminente; montagne e colline sono il motivo piu’ gettonato, seguite da un alternativo paesaggio cittadino saturo di strane ed enigmatiche nuvole, il tutto pennellato di tinte leggermente fosche che generano effetti inusitati tendenti al surreale. I soggetti sono sia uomini sia donne, le altitudini, che si tratti di palazzi o delle naturali montagne, opere d’innalzamento del suolo che madre natura effettua nel corso di milioni di anni, non oltrepassano guardacaso mai l’altezza dell’osservatore rappresentato. L’acqua e’ un’entita’ chiave in siffatte illustrazioni; e’ fredda, azzurra, dall’apparenza incontaminata. I soggetti sono in attesa di un evento che tutti sappiamo deve ancora deve aver luogo. Nulla e’ definito, l’intero universo perennemente incerto suscita la pervasiva sensazione che i confini del mondo non si limitino a ciò che si collochi sotto i nostri piedi e che ci si trovi dinanzi all’incipit di un cambiamento che mette in discussione tutto cio’ che e’ acquisito, ponendo la realta’ ordinaria sul piano dell’integrale necessita’ di riconcepimento. Uno degli scopi chiave di ogni campagna pubblicitaria e’ far si’ che la gente scopra magicamente di aver bisogno di un prodotto e che lo senta come proprio. L’utente potenziale non deve minimamente temere di subire alcun effetto negativo in seguito a questa rivoluzione i cui toni propagandistici dipingono come epocale perche’, con tutta evidenza, e’ chiamato a rivestire un ruolo non di semplice comparsa bensi’ di fautore, senza la cui intelligenza o creativita’ nulla puo’ esser reso realta’ (i primi destinatari del prodotto saranno certamente liberi professionisti ed aziende); dal momento che che la messa in vendita del sistema operativo non e’ ancora iniziata, al pubblico non resta dunque altro se non rimanere in silenziosa, mistica attesa della prima di uno spettacolo imminente, dell’apoteosi di un mistero in procinto di svelarsi, evento che non manca di fondersi armonicamente col naturale avvicendarsi nel tempo di tanti altri avvenimenti. I soggetti ritratti sono pertanto “catturati”, come già accennato, di spalle (ergo, non hanno volto) per permettere a chi osserva la foto d’identificarvisi completamente e di sentirsi, senza possibilità d’equivoco, i protagonisti assoluti, aventi ruolo di centralita’ nello spazio e nel tempo, che scoprono con sorpresa e compiacimento che l’unita’ delle intime inquietudini, provenienti dall’inconscio, nutrite nei confronti dell’avvenire (simboleggiate dal paesaggio in cui prevalgono i colori freddi azzurrini ed il Sole non e’, guardacaso, mai raffigurato), sono sentori fraternamente condivisi con tutti gli altri esseri umani (collettivizzare un timore aiuta a superarlo). Riprendendo il discorso dell’allineamento dei vari elementi componenti i ritratti abbiamo che, laddove compaiano palazzi questi non oltrepassano in altezza la fronte del soggetto intento ad osservare (verificatelo usando un righello), stessa cosa dicasi per le alture, collinari o appena montagnose, mai troppo scoscese. Il messaggio che le immagini trasmettono e’, palesemente, che nessuna difficolta’ sarebbe insormontabile e non esisterebbero limiti invalicabili, che il futuro sarebbe interamente plasmabile ad opera del nostro coraggio, volonta’ e determinazione e, possibilmente, con l’aiuto di un buon sistema operativo che mantenga una salda soluzione di continuita’ col passato senza creare bruschi e nocivi strappi o rotture che deriverebbero se, per esempio, si privasse l’utente d’interfacce GUI e funzionalita’ di vario genere con le quali e’ stato abituato per anni ad interagire, imperterrito. L’acqua e’ l’archetipo della figura materna, immagine accogliente (adatta a smorzare ogni sentore d’inquietudine) che cresce nel proprio grembo gli elementi precursori di un’entita’ ancora in via di formazione (sistema operativo ancora in fase prototipale). Altra funzione, non secondaria, dei colori azzurrini e dei paesaggi ameni e’ probabilmente quella di catturare l’attenzione dell’utente abbastanza a lungo da indurlo a leggere attentamente le descrizioni, poste immediatamente al di sotto della raffigurazione, delle future caratteristiche che avra’ il prodotto una volta completato. L’orizzonte e’ simbolo di speranza e fissarlo e’ segno di lungimiranza (il futuro acquirente di Windows Vista percepisce dunque un messaggio che suona pressappoco in questi termini: questi sarebbe il fortunato beneficiario del privilegio di guardare oltre e di cogliere per primo i frutti di un albero ricco di sorprese tecnologiche).

Spero di comprendere presto il perchè di una mutazione che appare inesorabile ed obbligata, dal momento che tutti i computer in cui mi imbatto che funzionino con l’”obsoleto” XP riescono a svolgere egregiamente task di ogni genere senza che riscontri problemi di sorta; m’inquieta peraltro cio’ che si scrive in alcuni siti che mi sono stati segnalati (specie se i contenuti dovessero effettivamente corrispondere a verita’, cosa di cui non posso ritenermi certo) e spero vivamente di essere costretto mio malgrado quanto piu’ tardi possibile a cambiar piattaforma (passaggio che, per inciso, non sara’ certo gratuito e che, se decidero’ di effettuare, compiro’ soltanto se spinto dalla necessita’ di adattarmi ai tempi che cambiano piuttosto che a furor d’entusiasmo).

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