La frase postata nel titolo, se inserita cosi' com'e' nel form di un motore di ricerca, restituisce una quantita' stupefacente di risultati. Si va dai tre milioni circa forniti da Google ai cinque di Yahoo. Un'enormita'. Alcuni di questi si riferiscono a discussioni presenti nei forum dedicati alla programmazione in PHP ma altri (e cio' costituisce l'aspetto piu' rimarchevole) fanno capo ad errori che si verificano durante l'esecuzione degli script PHP di un gran numero di siti e vengono "immortalati" dalle memorie cache dei search engines.
L'evento di cui sopra si verifica quando si cerca di elaborare i risultati ottenuti a seguito di una query sulle tabelle di un database di tipo MySQL mediante funzioni incompatibili. Trattasi di una svista abbastanza grossolana: le pagine coinvolte possono non funzionare a dovere o non funzionare affatto.
La mia – del tutto personale – interpretazione e' che la causa di una cosi' grande diffusione di fenomeni di tale natura sia da ricercarsi nella mancanza di una vera e propria cultura della programmazione effettuata 'con cognizione di causa', che miri all'organicita' e razionalizzazione del codice, all'eliminazione delle ridondanze, alla pulizia e chiarezza dei contenuti, alla piena riutilizzabilita' dei singoli moduli.
Si tende sempre piu' a programmare avvalendosi di componenti gia' scritte da terzi, revisionate poco o per nulla, magari adattate alla meno peggio per soddisfare una soglia minima di requisiti; il risultato e' un collage variopinto ed inefficiente di macrocomandi forniti alla macchina sul filo del caos; sempre piu' di rado si predispone il codice per soddisfare al meglio l'ordinaria necessita' di futuri aggiornamenti ed espansioni.